rabarbaro cinese

Rabarbaro Cinese rotondo rizoma taglio tisana

4,80 €
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Proprietà: lassativa; astringente, stomachica, tonica
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Rabarbaro cinese, o rabarbaro vero


Famiglia: Polyginaceae.


Parti utilizzate: radice.


Botanica: pianta erbacea perenne di grandi dimensioni, con rizoma voluminoso, fusto eretto, cavo e articolato, e grandi foglie poste in prossimità della base. I fiori, bianchi o vedi-rossastri, sono riuniti in infiorescenze; i frutti sono acheni alati. Originaria della Cina e del Tibet, ma attualmente diffusa anche in Europa, preferisce luoghi collinari e montuosi, pascoli umidi e terreni ricchi di silice.


Costituenti principali: derivati idrossiantracenici (3-12%): glicosidi antrachinonici (80%, con agliconi quali emodina, aloe-emodina, fiscione, crisofanolo); glicosidi eterodiantronici (10-25%, come palmidina B e C), tannini e gallo tannini (5-10%), sennosidi A, B, E, F, flavonoidi (2-3%), pectine, zuccheri, ossalato di calcio, amido.


Proprietà: lassativa; astringente, stomachica, tonica (a basse dosi per la presenza di tannini).


Impiego terapeutico: in piccole quantità è impiegato come antidiarroico, mentre a dosi superiori si utilizza nei casi di stipsi più o meno spiccata, per l’azione dei composti antrachinonici che, a livello dell’intestino crasso, determinano un’inibizione del riassorbimento di acqua ed elettroliti e un aumento della pristalsi intestinale (in 8-12 ore); trattamento locale delle flogosi e delle infezioni della mucosa orale (sottoforma di estratto secco e associato all’acido salicidico).


Posologia: infuso: 1-2 g in 200 ml di acqua calda (infondere per 5 minuti e bere la sera prima di coricarsi).


Tossicità ed effetti secondari: un utilizzo non corretto (cronico o in sovraddosaggio) può causare dolori addominali, perdita di acqua ed elettroliti (soprattutto K), albuminuria, ematuria. L’uso è controindicato in caso di stipsi cronica, gravidanza, allattamento, in età pediatrica, negli stati infiammatori e congestizi del bacino )prostatite, uretrite, dismenorrea, fibromi uterini,..), in caso di occlusione intestinale, patologie intestinali infiammatorie (appendicite, morbo di Crohn, colite ulcerosa,..) e nella diatesi ossalurica (per la presenza di ossalati di calcio). Evitare l’uso a lungo termine (non più di 8-10 giorni); l’uso cronico può determinare pigmentazione del colon (pseudo melanosi), reversibile dopo interruzione del trattamento, colorazione marrone-giallo intenso di feci e urine, stati di debolezza e ipotensione.


Interazioni con i farmaci: l’abuso della painta o un utilizzo concomitante con farmaci tiazidici, adrenocrticosteroidi e radice di Liquerizia possono indurre ipocalcemia; la stimolazione del transito intestinale può diminuire l’assorbimento di farmaci orali. La presenza di tannini può causare una riduzione dell’assorbimento di farmaci alcalini per precipitazione selettiva, in caso di assunzione contemporanea o ravvicinata nel tempo.


06434-02
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Scheda tecnica

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Formato
g. 100 - 1 Kg
Nomenclatura
Rheum palmatum var.Tanguticum Max
g.

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