Famiglia: Asclepiadaceae.
Parti utilizzate: foglie.
Botanica: pianta arborea rampicante, a foglie opposte, ovali o ellittiche, picciolate, pubescenti su entrambi i lati. I fiori, gialli e campanulati, sono riuniti in racemi peduncolati o quasi sessili; le foglie hanno sapore amare e acre. Originaria dell’India, dove è utilizzata in medicina tradizionale da alcuni secoli, cresce bene nella foresta indiana, del Ceylon e dell’Africa tropicale.
Costituenti principali: acido gymnemico, derivati antrachinonici, acido tartarico, resina, carboidrati.
Proprietà: ipogliemizzante.
Impiego terapeutico: trattamento del diabete insulino-dipendente (diabete mellito9; obesità con polifagia da carboidrati; controllo del peso corporeo e mantenimento del peso forma; coadiuvante nelle diete finalizzate alla riduzione di peso.
N.B.: l’acido gymnemico svolge la sua azione attraverso due meccanismi principali: innanzitutto si lega ai recettori situati sui vili intestinali adibiti all’assorbimento del glucosio, bloccandoli reversibilmente. In questo modo si riduce l’assorbimento di zuccheri (anche del 50%) in maniera rapida e prolungata (specialmente con più assunzioni durante la giornata). Allo stesso modo si instaura un legame del principio attivo anche con i recettori delle papille gustative: in pochi istanti si annulla in bocca qualsiasi percezione di sapore dolce e amaro, mentre rimane inalterata la percezione del salato, acido e metallico. L’altro importante meccanismo che svolge l’acido gymnemico è l’aumento della trasformazione metabolica del glucosio a livello cellulare, attraverso un’aumentata disponibilitàdi insulina, per stimolazione indiretta del pancreas.
Tossicità ed effetti secondari: somministrare con cautela in soggetti diabetici e in gravidanza.
Interazioni con i farmaci: non note.
