Detta anche arcangelica, erba degli angeli.
Famiglia: Apiaceae
Parti utilizzate: frutti
Botanica: pianta erbacea bienne con grande radice a fittone, fusiforme, lunga, brunastra esternamente biancastra all’interno; il fusto è eretto, striato, cilindrico e ramificato. Le foglie sono grandi, alterne, con una grande guaina abbracciante lo stelo, picciolate a mergine seghettato; i fiori, disposti ad ombrelle terminali composte, hanno colore bianco o giallo-verdastro. Il frutto è un diachenio ellittico, piuttosto compresso. Originaria dell’Europa settentrionale, ma naturalizzata meridionale e della Russia centrale. Si trova lungo i fiumi e nei terreni paludosi e umidi; molto coltivata in Germania e Francia.
Costituenti principali: olio essenziale (0,3-1,5%), fellandrene, pinene, limonene, sesquiterpeni, furano cumarine, cumarine, acido cloro genico e caffeico, sitosterolo, acidi grassi, tannini.
Proprietà: antispasmodica, carminativa, antidispeptica, tonica, aperitiva, espettorante.
Impiego terapeutico: dispepsia, anoressia; affezioni gastrointestinali; turbe psicosomatiche (insonnia nervosa, gastralgia, dolori cronici dello stomaco, dell’intestino, delle vie biliari); dismenorrea; disturbi del tratto respiratorio (tosse, raffreddore, bronchiti, asma). Per uso esterno la medicina popolare la consiglia in bagni e linimenti per il trattamento dei dolori reumatici.
Posologia: infuso: 2-4 g in 150 ml d’acqua bollente (infondere per 10 minuti, filtrare e bere una tazza mezz’ora prima dei pasti principali). Decotto: al 5%.
Tossicità ed effetti secondari: non segnaliti effetti tossici. Un sovraddosaggio ha effetto abortivo. Durante l’assunzione è opportuno evitare esposizioni prolungate al sole o ai raggi UV. Sconsigliato in gravidanza e allattamento.
Interazioni con i farmaci: interazioni con farmaci coagulanti.
